Imposta di successione: cos’è, come funziona, costi

di Redazione Soluzione Tasse
19 Lug, 2024
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    L’imposta di successione è la tassa che viene applicata ai trasferimenti di beni tra gli eredi. In Italia, esistono varie aliquote per il calcolo della tassa di successione: tutto dipende dal grado di parentela e dalla tipologia di bene trasferito. Questo articolo fornisce una guida completa su cos’è l’imposta di successione, come funziona, i costi associati e le strategie per evitarla.

    Cos’è l’imposta di successione

    L’imposta di successione è la tassa applicata sul valore dei beni, immobili o azienda, trasferiti agli eredi. Il tributo ha come scopo quello di tassare la trasmissione di ricchezza e viene calcolato sul valore reale del bene oggetto di trasferimento.

    Il calcolo dell’imposta non è uguale per tutti. Non esiste una singola aliquota da applicare a tutti i beni. Esistono tante aliquote in base:

    • al grado di parentela tra il proprietario del bene e l’erede;
    • alle normative fiscali in vigore. 

    Oltre alle aliquote, bisogna considerare anche le franchigie. Infatti, su determinati valori non è applicabile alcuna imposta di successione. Praticamente il bene viene ereditato gratuitamente. 

    Costi dell’imposta di successione

    La tassa sulle successioni si applica ai beni che vengono trasferiti e donati tra soggetti vivi. Come detto, esistono differenti aliquote e franchigie in base del grado di parentela tra chi effettua e chi riceve il trasferimento dell’eredità.

    Allo stato attuale, l’aliquota applicata è pari al:

    • 4% se l’erede è il coniuge, il figlio e gli altri parenti in linea retta. Questa percentuale si paga solo sull’importo che supera la franchigia di 1 milione di euro. Quindi, se l’eredità ha un valore di 900.000 non si paga alcuna tassa.
    • 6% se l’eredità è a favore di fratelli e sorelle o di altri parenti fino al 4° grado. La franchigia per questo grado di parentela è pari a 100.000 euro. Quindi, se l’eredità ha un valore di 90.000 non si paga alcuna tassa.
    • 8% per tutti gli altri soggetti e non è prevista alcuna franchigia. Insomma, si paga sempre la tassa di successione.

    Nonostante siamo uno dei paesi con la pressione fiscale più alta, per quanto riguarda il calcolo dell’imposta di successione l’Italia possiamo definirla un vero paradiso fiscale.

    La tasse negli altri Paesi Europei

    In Europa, infatti, la situazione dell’imposta di successione sugli immobili, e in generale sui beni, è totalmente diversa. Ad esempio, in:

    • Germania, l’aliquota varia dal 7 al 50%. 
    • Gran Bretagna, si applica un’aliquota del 40% sul valore complessivo dei beni che superano la franchigia pari a 325.000 sterline.
    • Francia, l’aliquota oscilla dal 5 al 60%. 

    Facendo un paragone numerico e non solo normativo, significa che, se in Italia l’eredità ha un valore di 1.000.000 di euro, nel caso di successione diretta, non si paga nulla.

    Sulla stessa eredità:

    • in Germania si paga minimo 70.000 (aliquota al 7%);
    • in Gran Bretagna invece circa 260 mila euro. 

    Se andiamo ad allargare ancora di più i confini, in Belgio la tassa di successione varia tra il 30 e l’80%, in Finlandia tra il 13 e il 32% e in Spagna tra il 34 e l’86%.

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    Come calcolare l’imposta di successione

    L’imposta di successione viene calcolata direttamente dall’Agenzia delle Entrate con i propri strumenti. In generale, la base imponibile è data dalla differenza tra:

    • il valore totale dell’attivo ereditario (somma di beni e diritti trasferiti);
    • le passività dall’asse ereditario (soggetto che trasferisce i beni).

    Beni trasferibili

    I beni trasferibili sono:

    • immobili e diritti reali immobiliari;
    • aziende o quote sociali;
    • navi e aeromobili;
    • azioni e obbligazioni, altri titoli;
    • rendite;
    • crediti. 

    Passività dall’asse ereditario

    Le passività che concorrono alla formazione della base imponibile sono:

    • debiti;
    • spese mediche;
    • spese funerarie (costo massimo deducibile 1.032,91 euro); 
    • eventuali imposte pagate ad uno stato estero in dipendenza della stessa successione.

    Calcolo dell’imposta immobili

    Il calcolo dell’imposta quando si tratta di immobili cambia. La base imponibile, infatti, è costituita dalla loro rendita catastale moltiplicata:

    • 110 se si tratta di prima casa;
    • 120 se si tratta di fabbricati appartenenti ai gruppi catastali A e C (esclusi quelli delle categorie A/10 e C/1) ;
    • 140 se si tratta di fabbricati appartenenti al gruppo catastale B;
    • 60 se si tratta di  fabbricati delle categorie A/10 (uffici e studi privati) e D;
    • 40,80 e si tratta di fabbricati delle categorie C/1 (negozi e botteghe) ed E.

    Calcolo dell’imposta terreni

    Se invece parliamo di terreni, la base imponibile è pari al reddito dominicale già rivalutato del 25% moltiplicato per 90.

    Come evitare l’imposta di successione

    Conoscere il funzionamento di questa tassa e, pertanto,  è fondamentale per pianificare efficacemente la successione del proprio patrimonio, che si tratti di semplici immobili o di aziende. Anche perché, in tema di successione aziendale, è importante dire che solo il 31% delle imprese trasferite sopravvivono, mentre il 69% falliscono(fonte Bocconi).

    Se pianifichi per tempo il passaggio generazionale consenti all’impresa di continuare a sopravvivere nel tempo.

    Ma non solo!

    Se rispettate determinate condizioni puoi evitare totalmente l’imposta di successione e risparmiare liquidità vitale per mantenere e assicurare continuità all’azienda.


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