Punti chiave sulla tassazione dividendi
- La tassazione dividendi 2026 varia in base al soggetto percettore: le persone fisiche pagano il 26%, mentre le holding beneficiano di un’esenzione del 95%.
- I dividendi rappresentano il principale canale di remunerazione per i soci, ma la loro tassazione cambia a seconda della struttura societaria.
- Senza una corretta organizzazione, la distribuzione degli utili può comportare un carico fiscale elevatissimo.
- Risparmiare sulle tasse è possibile con strutture societarie appropriate e strumenti alternativi per la remunerazione dei soci.
La tassazione dei dividendi 2026 cambia radicalmente in base al soggetto percettore. Se il dividendo viene incassato da una holding, si applica un’esenzione del 95%, abbattendo il carico fiscale all’1,2% effettivo. Se il socio, è una persona fisica, subisce una tassazione del 26%.
I dividendi rappresentano il canale principale con cui i soci vengono remunerati per il loro rischio d’impresa. Tuttavia, la loro tassazione non è universale: l’impatto fiscale cambia drasticamente a seconda che a percepire la somma sia una persona fisica, una società di persone o una società di capitali.
Proprio per questo, sapere come vengono tassati i dividendi è essenziale. Anche perché, senza una corretta struttura societaria, la distribuzione degli utili rischia di trasformarsi in un prelievo fiscale estremamente oneroso.
Per maggiori dettagli, continua a leggere. In questo articolo vediamo nel dettaglio come funziona la tassazione dei dividendi nel 2026, quanto incide la natura del socio percettore e, soprattutto, quali strategie societarie adottare fin da subito per ridurre l’imposta in modo del tutto legittimo.
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Come vengono tassati i dividendi?
Tassazione dividendi: regole fiscali 2026
La tassazione dei dividendi dipende dal tipo di socio e dalla struttura societaria: persone fisiche pagano il 26% di imposta, mentre le società e le holding possono beneficiare di regimi agevolati.
1. Tassazione dividendi – Soci persone fisiche
Per l’imprenditore persona fisica che incassa i dividendi direttamente (fuori dal regime d’impresa) la situazione resta invariata. I dividendi percepiti da soci persone fisiche provenienti da una SRL sono soggetti a imposta sostitutiva del 26% (articolo 27 del Decreto del Presidente della Repubblica del 29/09/1973 n. 600).
2. Tassazione dividendi – Soci società di persone
A differenza delle persone fisiche (che subiscono un prelievo integrale), se a incassare il dividendo è una società di persone commerciale (come una SNC o una SAS), la normativa fiscale prevede un importante scudo: il meccanismo dell’esclusione parziale dal reddito.
In termini pratici, questo significa che il dividendo percepito non viene tassato per intero. Solo una frazione dell’utile concorre a formare il reddito della società (che verrà poi tassato in capo ai soci per trasparenza), garantendo un drastico abbattimento della base imponibile ai fini IRPEF.
La quota di utile che risulta esente da tasse dipende dall’anno in cui la ricchezza è stata prodotta dalla società che distribuisce il dividendo:
- utili formati fino all’esercizio 2007: esenzione del 60% (le imposte si pagano solo sul restante 40% del dividendo);
- utili formati dal 2008 al 2016: esenzione del 50,28% (le imposte si pagano solo sul 49,72%);
- utili formati dal 2017 in poi: esenzione del 41,86% (le imposte si pagano solo sul 58,14%).
3. Tassazione dividendi – Soci società di capitali
Per le società di capitali e per gli enti commerciali, la normativa fiscale (articolo 89 TUIR) prevede il regime in assoluto più vantaggioso: l’esclusione dal reddito del 95% dei dividendi percepiti.
Questo significa che, indipendentemente dalla grandezza della tua quota, se la tua SRL o la tua Holding incassa un utile da un’altra società, la quasi totalità di quell’importo risulta esentasse:
- il 95% del dividendo viene completamente escluso dalla base imponibile;
- le imposte (IRES al 24%) si calcolano esclusivamente sul restante 5%.
- il risultato finale è un prelievo fiscale effettivo di appena l’1,2% sull’utile incassato.
Questa tassazione si applica anche ai dividendi di fonte estera.
Tabella riepilogativa tassazione dividendi (dal 1° gennaio 2026)
| Tipologia socio | Regime tassazione | Effetto fiscale |
| Persone fisiche | Imposta sostitutiva 26% | Tassazione integrale al 26% |
| Società di persone (SNC/SAS) | Esclusione parziale del reddito (60%, 50,28%, 41,86%) | Tassazione ridotta |
| Società di capitali (SRL/SPA) | Esclusione del 95% del dividendo | Imponibile 5% |
Confronto numerico – Tassazione dividendi 2026
Vediamo un confronto sintetico della tassazione dei dividenti tra le varie forme giuridiche su un utile di 100.000 euro.
| Socio | Regime fiscale | Tassazione | Netto |
|---|---|---|---|
| Persona fisica | Imposta sostitutiva | 26.000€ | 74.000€ |
| SNC/SAS | IRPEF | 21.620€ | 78.380€ |
| SRL/SPA | IRES | 1.200€ | 98.800€ |
Come si riduce (legittimamente) la tassazione dei dividendi
Distribuire utili direttamente alle persone fisiche è la via più costosa: perdi subito oltre un quarto della somma. Esistono due direzioni per gestire meglio il prelievo, entrambe trattate in guide dedicate:
- remunerare il socio con strumenti alternativi (compenso amministratore, TFM, welfare, royalties su marchio, rimborsi): abbattono l’utile della società e remunerano il socio con un carico spesso inferiore, purché abbiano sostanza economica reale → (internal link: distribuzione utili SRL, come evitare il 26%);
- strutturare una holding per trattenere e reinvestire gli utili all’1,2% → (internal link: aprire una holding).
Qui il punto chiave è a monte: prima di deliberare la distribuzione, vale la pena calcolarne il costo reale e valutare le alternative.
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FAQ tassazione dividendi: le risposte alle tue domande
La tassazione dei dividendi dipende dalla natura giuridica del socio e dal tipo di società. Per i soci non imprenditori, i dividendi sono soggetti a una ritenuta a titolo di imposta del 26%. Per i soci imprenditori, i dividendi concorrono a formare il reddito d’impresa e sono tassati secondo le regole dell’attività imprenditoriale
Per evitare la tassazione sui dividendi, l’utile non dovrebbe essere distribuito. In molti casi, infatti, è preferibile usare gli utili per autofinanziare o investire in azienda, altre volte è possibile prelevare gli utili senza pagare tasse attraverso l’attuazione di una strategia di pianificazione fiscale.
La tassazione dei dividendi per una holding può variare a seconda della forma giuridica della holding e dei soggetti che percepiscono i dividendi. In generale, se la holding è una società di capitali, i dividendi percepiti da altre società di capitali sono soggetti a una tassazione parziale, con esenzioni che possono arrivare fino al 95% in determinate condizioni.
Nel 2026 la tassazione dei dividendi segue regole specifiche in base alla tipologia di socio e alla struttura societaria. È fondamentale distinguere tra la tassazione dei dividendi per le persone fisiche (soggette a imposta del 26%), soci società di persone (soggetti a IRPEF) e soci società di capitali (soggetti a IRES).
L’utile possiamo definirlo come la quota di denaro complessiva che la SRL, ad esempio, ha guadagnato durante l’anno. Il dividendo, invece, è la porzione di utile che viene erogata ai soci.
Le società che hanno distribuito dividendi nel quarto trimestre del 2025 devono versare, entro il 16 gennaio 2026, le ritenute a titolo d’imposta del 26% tramite il Modello F24. La stessa scadenza si applica anche alle ritenute sui dividendi in natura corrisposti ai soci.
La ritenuta del 26% sui dividendi può essere evitata grazie all’utilizzo di specifici strumenti di pianificazione fiscale: garantiscono un fonte di “reddito” per il socio, evitando di distribuire gli utili e quindi tutta la tassazione che ne consegue.
Una strategia per abbattere l’utile della SRL è l’utilizzo del TFM (Trattamento di Fine Mandato). Si tratta di un compenso differito che la società riconosce all’amministratore, similmente al TFR per i dipendenti. Come il TFR, anche il TFM è integralmente deducibile.
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Fonti e riferimenti
- Testo unico del 22/12/1986 n. 917 Documentazione Economica e Finanziaria a cura del CeRDEF · consultato il

