Fringe benefit 2026: soglie fino 2.000€. Chi ne beneficia e cosa rientra?

I punti chiave sulle novità per i fringe benefit

  • La Legge di Bilancio 2026 stabilisce soglie di esenzione fino a 2.000 euro per i fringe benefit, esentando IRPEF e contributi INPS.
  • I fringe benefit sono vantaggiosi poiché riducono il carico fiscale e motivano i dipendenti, ma richiedono attenzione per evitare sanzioni.
  • Superare la soglia di esenzione di 1 euro rende l’intero importo tassabile, il che può comportare un costo significativo per il lavoratore.
  • Le nuove soglie di esenzione prevedono 1.000 euro per tutti i dipendenti e 2.000 euro per chi ha figli a carico.
  • Le auto aziendali elettriche beneficiano di aliquote più favorevoli, riducendo il fringe benefit imponibile dal 2026.

La tassazione dei fringe benefit è importante saperla per evitare di pagare troppe tasse. Scopri come funziona, oppure chiedi ora una consulenza gratuita.

La Legge di Bilancio 2026 ha stabilito soglie di esenzione fino a 2.000 euro dei benefit ai collaboratori, cambiando la tassazione dei fringe benefit e permettendo alle imprese di erogare bonus completamente esenti da IRPEF e da contributi INPS per rimborsare utenze, affitto, mutuo prima casa e spese quotidiane.

Il punto che spesso sfugge agli imprenditori è proprio questo: oggi i contributi previdenziali pesano spesso più delle tasse. Su un compenso erogato in modo “tradizionale”, oltre il 30% del costo aziendale si perde tra contributi INPS lato datore e lato lavoratore – prima ancora che si calcoli un euro di IRPEF. I fringe benefit, entro le soglie di legge, eliminano completamente questo doppio prelievo.

Oltre agli incentivi economici, i fringe benefit restano strategici per motivare, fidelizzare e trattenere personale qualificato, con benefici fiscali sia per l’impresa sia per il dipendente. Tuttavia, la tassazione di questi strumenti richiede attenzione, soprattutto con le novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2026:

  • soglie confermate fino al 2027: €1.000 per tutti i dipendenti, €2.000 per chi ha figli a carico;
  • inclusi nella soglia: auto aziendali, buoni pasto/carburante, utenze domestiche, rimborsi mutuo e affitto prima casa;
  • superamento soglia: anche di €1 rende imponibile l’intero importo;
  • auto elettriche: benefit ridotto al 10% dal 2025 (vs 50% delle auto tradizionali).

La disciplina di riferimento è contenuta nell’articolo 51 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR), che definisce quali benefit sono imponibili e con quali limiti.

Continua a leggere, analizziamo i limiti in vigore, le novità introdotte per il biennio 2026-2027 e come gestire correttamente la documentazione per evitare sanzioni.

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Cosa sono i fringe benefit

I fringe benefit (letteralmente “benefici accessori”) sono una forma di retribuzione non monetaria che l’impresa concede ai propri dipendenti o amministratori in aggiunta allo stipendio ordinario. Si tratta di beni o servizi erogati “in natura” che, pur avendo un valore economico, non vengono corrisposti sotto forma di denaro liquido in busta paga.

In pratica: invece di darti 1.000 € lordi in busta paga (che diventano circa 600 € netti dopo tasse e contributi), l’azienda ti riconosce 1.000 € sotto forma di buoni acquisto, rimborso utenze o auto aziendale. Quei 1.000 € – entro la soglia di legge – restano interamente a tuo beneficio.

Vantaggio dei fringe benefit

Dal punto di vista fiscale i fringe benefit godono di un regime di favore unico nel panorama retributivo italiano: se il loro valore totale annuo rimane entro le soglie fissate per il 2026 (1.000 € o 2.000 € per chi ha figli fiscalmente a carico), non concorrono a formare reddito né per il lavoratore né per l’azienda.

Questo significa che entro soglia sono completamente esenti da:

  • IRPEF e addizionali regionali e comunali;
  • contributi INPS lato datore di lavoro (~24-30% a seconda del CCNL);
  • contributi INPS lato dipendente (~9,19% del lordo);

L’effetto combinato è un’efficienza fiscale che nessun altro strumento retributivo raggiunge: 100% del valore erogato arriva netto al beneficiario, e l’azienda lo deduce integralmente come costo del lavoro (articolo 95 TUIR).

Esempi di fringe benefit

Esempi classici di questi benefici includono:

  • auto aziendale ad uso promiscuo (lavoro + privato);
  • smartphone, tablet e PC concessi per uso anche privato;
  • buoni acquisto, gift card, voucher spendibili presso retailer convenzionati;
  • buoni carburante (con vincoli specifici);
  • rimborsi per utenze domestiche (luce, acqua, gas);
  • rimborso canone di locazione dell’abitazione principale;
  • rimborso interessi del mutuo sulla prima casa;
  • prestiti agevolati (per la differenza tra tasso applicato e tasso ufficiale di riferimento).

Tassazione fringe benefit: cosa cambia dal 2026

Grazie a nuove soglie di esenzione e regole fiscali, anche per il 2026 i fringe benefit restano uno strumento molto vantaggioso per imprese e collaboratori.

Soglie di esenzione 2026

Per il triennio 2025-2027 la Legge di Bilancio conferma le soglie di esenzione che non concorrono a formare reddito (esentasse e senza contributi INPS):

  • 1.000 euro: soglia base per la generalità dei lavoratori dipendenti;
  • 2.000 euro: soglia maggiorata per i lavoratori con figli fiscalmente a carico*.

*La soglia spetta per intero a entrambi i genitori se il figlio è a carico al 50%. In una coppia con un figlio a carico al 50% di entrambi, ogni genitore può ricevere fino a 2.000 € di benefit esenti, per un totale familiare di 4.000 € l’anno completamente netti.

Attenzione al superamento della soglia

La regola della franchigia che salta è il punto su cui si concentrano la maggior parte degli errori e delle sanzioni. Se il valore complessivo dei benefit erogati nell’anno supera anche solo di 1 € la soglia di esenzione (es. 1.001 € contro un tetto di 1.000 €), l’intero importo diventa imponibile e soggetto a contributi, non solo l’eccedenza.

In termini pratici: erogare 1.001 € invece di 1.000 € può costare al lavoratore circa 400 € in tasse e contributi. È il classico caso in cui un controllo non fatto trasforma un risparmio in una perdita netta.

Esempi pratici – Fringe benefit 2026

DipendenteImporto erogatoSoglia applicabileTassazioneEsito
Senza figli€ 800€ 1.000EsenteL’importo non concorre a IRPEF, INPS, ISEE, TFR
Senza figli€ 1.200€ 1.000Interamente imponibileTassati tutti i € 1.200 (non solo i € 200 eccedenti)
Con figli a carico€ 1.500€ 2.000EsenteL’importo non concorre a IRPEF, INPS, ISEE, TFR
Con figli a carico€ 2.500€ 2.000Interamente imponibileTassati tutti i € 2.500 (non solo i € 500 eccedenti)

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Benefit che rientrano nella soglia di esenzione

Nella soglia dei fringe benefit del triennio 2025-2027 sono compresi, tra gli altri:

  • auto aziendali ad uso promiscuo;
  • buoni pasto, carburante e shopping;
  • smartphone, tablet e device aziendali;
  • prestiti agevolati (per la parte di risparmio sugli interessi);
  • utenze domestiche (acqua, luce, gas);
  • canone di locazione dell’abitazione principale;
  • interessi del mutuo sull’abitazione principale.

Buoni pasto 2026: da 8 a 10 euro

Per incentivare la digitalizzazione e il potere d’acquisto cambiano le soglie di esenzione dei buoni pasto:

  • buoni pasto elettronici: soglia di esenzione sale a 10€ al giorno (dai precedenti 8€).
  • buoni pasto cartacei: restano fermi a 4€ al giorno.

Considerando 220 giorni lavorativi medi, un dipendente con buoni elettronici riceve 2.200 € l’anno completamente esenti, oltre alla soglia ordinaria dei fringe benefit. Significa che cumulando le due leve un lavoratore con figli può arrivare a 4.200 € l’anno netti, con costo aziendale interamente deducibile.

Auto aziendali: nuove aliquote emissioni

Nuove soglie anche l’auto in uso promiscuo concessa ai dipendenti. Il calcolo del valore tassabile (fringe benefit imponibile) per le auto in uso promiscuo nel 2026 segue logiche di sostenibilità ambientale sempre più marcate. Le percentuali si applicano al costo chilometrico ACI moltiplicato per i 15.000 km convenzionali annui:

  • 10% del costo ACI: per veicoli esclusivamente elettrici (BEV);
  • 20% del costo ACI: per veicoli ibridi plug-in (PHEV);
  • 50% del costo ACI: per tutti gli altri veicoli (Diesel, Benzina, Mild-Hybrid).

Risparmio fiscale 2026 (esempio su 1.000€)

VoceAumento (tassato 33%)Fringe benefit (esentasse)
Importo Erogato1.000€1.000€
Contributi INPS ditta (24% circa)+ 240 €0€
Contributi INPS dip. (9,19%)-91,90€0€
Tasse IRPEF (aliquota 33%)-299,67€0€
Netto al dipendente608,43€1.000€
Costo azienda1.240€1.000€

Vantaggi fiscali per le aziende: perché conviene usarli

I fringe benefit rappresentano uno strumento fiscale strategico per l’azienda erogante:

  • deducibilità totale dal reddito d’impresa (articolo 95 del TUIR): il costo dei benefit erogati riduce direttamente il reddito imponibile IRES (24%);
  • esenzione contributiva lato datore: entro soglia, l’azienda non paga i contributi INPS che pagherebbe su una pari erogazione in busta paga;
  • flessibilità: possono essere assegnati anche a un singolo lavoratore, a differenza del welfare aziendale che richiede generalità o categorie omogenee;
  • maggiore attrattività e produttività; un pacchetto retributivo che integra benefit è più competitivo di una busta paga “secca” di pari importo lordo;
  • adattabilità individuale: ogni dipendente può scegliere il mix che preferisce (utenze, buoni acquisto, mutuo, palestra) entro il budget assegnato.

Tabella riepilogativa della tassazione fringe benefit 2026

Tipologia benefitSoglia esenzione 2026Tassazione oltre sogliaNote operative
Fringe benefit base1.000€Ordinaria (IRPEF + INPS)Valida per tutti i dipendenti
Fringe benefit con figli2.000€Ordinaria (IRPEF + INPS)Richiede autocertificazione CF figli
Buoni pasto elettronici10,00 € / giornoTassato solo l’eccedenzaLimite aumentato nel 2026
Buoni pasto cartacei4,00 € / giornoTassato solo l’eccedenzaInvariato rispetto al 2025
Rimborso utenze / affittoInclusi nei 1.000/2.000 €Ordinaria sul totaleSolo per abitazione principale
Auto uso promiscuoInclusa nei 1.000/2.000 €Calcolo su tabelle ACIAliquote 10%, 20% o 50%

5 errori da evitare nella gestione dei fringe benefit

Quando utilizzi i fringe benefit, attenzione a non compiere questi 5 errori:

  1. sforare la soglia anche di 1 €: la regola della franchigia che salta è il primo motivo di sanzione. Erogare 1.050 € contro una soglia di 1.000 € costa al dipendente circa 420 € di tasse e contributi su quei 1.050 €, quando bastava fermarsi a 1.000;
  2. erogare welfare al singolo invece che alla generalità: il welfare aziendale richiede che l’erogazione sia rivolta alla generalità dei lavoratori o a categorie omogenee. Erogarlo al solo amministratore o a un singolo dipendente fa decadere l’esenzione e l’AdE riqualifica tutto come compenso tassato;
  3. non avere un regolamento aziendale per il welfare: per il welfare serve un regolamento scritto, datato e firmato prima dell’erogazione. Senza, l’Agenzia delle Entrate può contestare l’intera operazione e chiedere recuperi su più anni;
  4. confondere rimborsi a piè di lista con rimborsi forfettari: sono due regimi fiscali diversi. Mescolarli senza criterio significa perdere deducibilità o tassare somme che dovevano essere esenti;
  5. sostituire lo stipendio con benefit senza sostanza economica: il principio antielusivo è sempre attivo. Ridurre il compenso di 2.000 € a giugno e iniziare a erogare 2.000 € di buoni acquisto a luglio è una sostituzione che l’AdE può contestare come simulazione. Il piano benefit va impostato a inizio anno con regolamento, non costruito a posteriori.

Il rischio della gestione “standard” dei fringe benefit: come sfruttarli in una strategia fiscale completa

Nel 2026 l’errore nel calcolo delle soglie o la mancanza di un’autocertificazione corretta è il primo motivo di sanzione per la tua imprese. Gestire i fringe benefit come “regalie” senza una strategia di monitoraggio significa esporsi a recuperi contributivi pesanti.

Restare fermi oggi significa rinunciare alla possibilità di premiare i propri collaboratori con strumenti che garantiscono fino al 100% di efficienza fiscale. Se sei un imprenditore lungimirante non ti devi limitare a distribuire bonus, ma ad integrare i fringe benefit all’interno di una pianificazione fiscale strutturata, coordinandoli con altre leve vantaggiose come i premi di produzione (tassati all’1%) e i rimborsi spese.

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FAQ tassazione fringe benefit: le risposte alle tue domande

Come funziona la tassazione del fringe benefit?

La tassazione dipende dalle soglie di esenzione annuali: nel 2026 fino a 1.000 € (2.000 € con figli a carico) i fringe benefit non sono tassati né soggetti a contributi INPS. Oltre questi limiti, l’intero importo diventa reddito imponibile (regola della franchigia che salta), non solo la quota eccedente.

Come funziona la tassazione dei fringe benefit in busta paga?

I fringe benefit sono compensi in natura (beni o servizi) che, entro una soglia annua, non concorrono a formare il reddito da lavoro dipendente né sono soggetti a contributi. Per il triennio 2025‑2027, la soglia è di 1 .000 € per tutti i dipendenti e di 2 .000 € per i lavoratori con figli fiscalmente a carico. Se il valore totale dei benefit supera questi limiti, l’intero importo diventa imponibile ai fini IRPEF e contributivi utilizzando l’aliquota ordinaria del reddito

Come si calcola il fringe benefit sulle auto aziendali nel 2026?

Nel 2026 il valore tassabile si ottiene applicando al costo ACI una percentuale che varia in base al tipo di veicolo: 10% per le auto elettriche (BEV), 20% per le ibride plug-in (PHEV) e 50% per i veicoli tradizionali (benzina, diesel o mild-hybrid). In pratica, più il mezzo è sostenibile, minore è il benefit imponibile per il dipendente.

Posso usare i fringe benefit se sono amministratore unico di una SRL?

Sì. Ai fini fiscali e contributivi, l’amministratore di SRL è equiparato al lavoratore dipendente per quanto riguarda i fringe benefit (art. 51 TUIR). Soglie, condizioni e regole sono le stesse: 1.000 € esenti (2.000 € con figli), benefit cumulabili, regola della franchigia che salta. È anzi la posizione che meglio sfrutta lo strumento, perché chi amministra può anche progettare il piano benefit.

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Fonti e riferimenti

  1. Fringe benefit 2026: soglie fino 2.000€. Chi ne beneficia e cosa rientra?
    Documentazione Economica e Finanziaria a cura del CeRDEF · consultato il
  2. Fringe benefit 2026: soglie fino 2.000€. Chi ne beneficia e cosa rientra?
    Documentazione Economica e Finanziaria a cura del CeRDEF · consultato il

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