Tassazione plusvalenze: il costo della cessione di partecipazioni

di Redazione Soluzione Tasse
3 Mag, 2024
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    La tassazione delle plusvalenze derivanti da cessione di partecipazioni è uguale per tutti i soci persone fisiche. Dal 2018, infatti, le plusvalenze, che derivino da partecipazioni qualificata che non qualificate, scontano tutte un’unica imposta del 26%. In questo articolo spiegheremo in maniera chiara come si generano le plusvalenze e il loro impatto fiscale sulle persone fisiche.

    Cosa sono le plusvalenze da partecipazioni societarie?

    Immagina di aver acquistato una partecipazione societaria a gennaio 2022 al costo di 1.000 euro. Immagina poi di averla venduta a dicembre 2023 al prezzo di 1.200 euro. In questo caso hai generato una plusvalenza di 200 euro. 

    Questo, naturalmente, è solo un esempio semplificato. Il calcolo della plusvalenza, in realtà, può essere più complesso e bisogna considerare altri fattori. Detto ciò, la plusvalenza da cessione di partecipazioni societarie nasce dalla differenza tra:

    • costo di acquisto assoggettato a tassazione;
    • corrispettivo percepito al momento della vendita.

    In altre parole, parliamo della differenza tra il prezzo di vendita e il costo di acquisto della partecipazione.

    Come tutte le altre plusvalenze, anche quelle da cessione di partecipazioni societarie sono tassate. La tassazione della plusvalenza dal 2019 è cambiata, uniformando la fiscalità per tutte le tipologie di partecipazioni, sia esse qualificate che non qualificate.

    Partecipazione qualificate e non qualificate: la differenza

    Non vi è alcuna modifica, invece, per la nozione di partecipazione qualifica e non qualificata. Pertanto, viene definita partecipazione:

    • qualificata, quando si tratta di partecipazioni che rappresentano un diritto di voto esercitabile in assemblea ordinaria dal valore superiore al 2 o 20%, quindi una partecipazione al capitale superiore al 5 o al 25%, a seconda che si tratti di partecipazioni che sono state negoziate in un mercato regolamentare o di altre partecipazioni;
    • non qualificata, quando le predette soglie non vengono superate.

    Dunque, viene mantenuta la distinzione tra i due concetti, ma viene eliminato qualsiasi riferimento relativo alla tassazione progressiva Irpef destinata a colpire i capital again proveniente dal possesso di partecipazioni qualificate. 

    Tassazione plusvalenze da partecipazioni societarie: come funziona?

    A partire dall’1 gennaio 2019, la tassazione delle plusvalenze è sottoposta ad aliquota fiscale del 26% che si applica all’intero importo della plusvalenza, senza possibilità di usufruire di deduzioni o abbattimenti.

    La Legge di Bilancio 2018 ha voluto semplificare la normativa di riferimento per quanto riguarda la tassazione delle plusvalenza relative alla cessione di partecipazioni. Sostanzialmente, con la predetta Legge, indipendentemente dal tipo di partecipazione, qualificata e non qualificata, la plusvalenza verrà tassata con un’aliquota pari al 26% a titolo di imposta.

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    Fiscalità cessione partecipazioni qualificate ante 2018

    Le modifiche sopracitate vanno a colpire solo le plusvalenze realizzate da persone fisiche non imprenditori relative a partecipazioni qualificate che essi detengono presso società sia residenti in Italia, che in paesi esteri.

    Prima che il legislatore intervenisse, le plusvalenze realizzate da persone fisiche relative a partecipazioni qualificate erano tassate ad aliquota progressiva pari al:

    • 40% se realizzate entro il 31 dicembre 2008;
    • 49,72% se realizzate dall’1 gennaio 2009 al 31 dicembre 2017;
    • 58,14% se realizzate dall’1 gennaio 2018.

    In seguito alle modifiche apportate all’articolo 68 del TUIR, sia le partecipazioni qualificate che le non qualificate, come detto in apertura, sono soggette ad  imposta sostitutiva del 26%.

    Fiscalità cessione di partecipazioni in società non residenti

    La situazione cambia quando la cessione riguarda le partecipazioni di società non residenti. Generalmente, quando vengono cedute queste partecipazioni, le tasse vengono pagate nel Paese in cui si risiede. Tuttavia, le convenzioni contro le doppie tassazioni possono cambiare la regola generale.

    Le plusvalenze derivanti dalla vendita di quote di società estere variano in base al paese in cui è situata e registra l’impresa:

    • società è registrata in un paese considerato “white list”: plusvalenza soggetta a imposta sostitutiva del 26% sulla plusvalenza, ridotta delle eventuali perdite precedenti;
    • società è registrata in un paese a fiscalità privilegiata: la plusvalenza tassata al 100%.

    È importante fare attenzione alla sede della società oggetto di vendita. Se la società è registrata in un paese a fiscalità privilegiata, l’imposta sulle plusvalenze è del 100%.

    FAQ Tassazione plusvalenze: le risposte alle tue domande

    Cos’è una plusvalenza?

    La plusvalenza è un guadagno derivate dalla differenza tra il prezzo di acquisto e quello cessione di una partecipazione. Se il prezzo di vendita supera quello di acquisto si genera una plusvalenza.

    Quanto si paga di tasse sulle plusvalenze?

    La tassazione della plusvalenza derivante da cessioni di partecipazioni societarie sconta un’imposta del 26% quando il soggetto percettore è una persona fisica privata.

    Quando si pagano le tasse sulle plusvalenze?

    Il pagamento dell’imposta del 26% viene effettuato al momento della vendita dell’asset o della partecipazione. Segue il cosiddetto principio di cassa.

    Come ottimizzare la tassazione?

    La tassazione delle plusvalenze derivanti dalla cessione di una partecipazione societaria è un tema che deve essere valutato con estrema attenzione. Come hai visto, la tassazione, come in tutti gli altri campi, non per niente benevole.

    Pertanto, prima di effettuare una cessione devi considerare l’impatto fiscale della transazione e verificare se ci sono strategie per minimizzare la tassazione. E questo lo devi fare per evitare di disperdere denaro in tasse non dovute.

    La tassazione delle plusvalenze è un terreno impervio, ma con la giusta pianificazione fiscale puoi agire con estrema sicurezza senza aver paura del Fisco. Non lasciare che le tasse ti privino dei tuoi guadagni.

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