TFM: sai quali sono le conseguenze fiscali se prima lo utilizzi e poi ci rinunci?

Marzo 18, 2020 | in
TFM amministratori: scopri cos'è e perché è importante utilizzarlo

Uno strumento di notevole impatto per pianificazione fiscale aziendale è rappresentato dal TFM, acronomo di Trattatamento di Fine mandato. Si tratta di uno strumento che, se utilizzato correttamente, garantisce due incredibili vantaggi fiscali: all’azienda e anche direttamente all’imprenditore o amministratore.

 

Non tutte le aziende lo utilizzano, purtroppo. Ma se la tua azienda lo sta utilizzando, ti sei mai chiesto cosa succede se, prima lo inserisci nella tua pianificazione fiscale, e poi ci rinunci? 

Questo è un tema molto importante ma il 90% degli imprenditori non lo valuta e decide all’ultimo di rinunciare senza sapere quali sono le conseguenze fiscali.

 

TFM: cos’è e perché è importante utilizzarlo

 

Al pari dei dipendenti che hanno diritto al Trattamento di fine Mandato (TFR) alla fine del loro rapporto di lavoro, anche gli amministratori di società, che molto spesso sono gli stessi imprenditori, hanno diritto alla loro buonuscita: il TFM.

Il TFM, è una sorta di TFR (la cosiddetta liquidazione) che si può prevedere per gli amministratori di un’azienda e viene di solito accantonato tramite una polizza che per l’azienda rappresenta un costo deducibile che abbassa la base imponibile sulla quale vanno poi calcolate le tasse.

 

Per l’amministratore, che di solito sei tu imprenditore, costituisce reddito solo al momento in cui lo ricevi e non quando viene accantonato. Essendo soggetto a tassazione separata non va a cumularsi con altri redditi e viene tassato in base all’aliquota Irpef media degli ultimi due anni.

Ciò cosa significa? Due cose principalmente:

– che invece di pagare, magari il 43% di Irpef, andrai a pagare solo il 23 o 28%;

– mentre l’impresa riduce il carico fiscale sulla quale deve andare a pagare il 24% di Ires. 

 

Come vedi parliamo di Ires, quindi lo possono utilizzare in maniera fiscalmente inattaccabile, solo le società di capitali, nella fattispecie la srl, mentre le società di persona (Sas o Snc) no. 

Non lo può utilizzare nemmeno la slrs (nonostante sia una società di capitali): ha un atto costitutivo redatto in conformità al modello standard e non lo puoi modificare.

 

TFM: e se rinunci, sai quali sono le conseguenze fiscali?

 

Così come lo avevi accantonato prima – per usufruire dei vantaggi fiscali connessi al suo utilizzo – allo stesso modo puoi rinunciare nel corso del tempo, cioè decidere di non prendere più questa parte di denaro e di lasciarla in azienda.

Ti sei mai chiesto quali sono le conseguenze fiscali se decidi di rinunciare al TFM?

 

La rinuncia produce conseguenze diverse a seconda che l’amministratore – per il quale è stato accantonato il TFM – sia o meno socio anche della società. Proprio per questo andiamo a distinguere la rinuncia:

– del socio amministratore: in tal questo caso l’importo che era stato stanziato per il TFM è tassato direttamente a te persona fisica come reddito assimilato al lavoro dipendente. La società che lo ha erogato, invece, non dovrà tassare alcuna sopravvenienza attiva ma ha l’obbligo di effettuazione della ritenuta alla fonte da parte della società.

 

– e dell’amministratore non socio: in questo caso, invece, l’amministratore, che di solito sei tu imprenditore, non subisci alcuna tassazione. La società, invece, deve pagare le tasse perché questa parte di denaro, accantonato e dedotto, viene classificata come sopravvenienza attiva.

 

Dedurre  il TFM in maniera fiscalmente inattaccabile non è semplice, così come non è semplice rinunciare al TFM: le conseguenze che tu sia socio amministratore o solo amministratore, non sono poche e, in un periodo di crisi, pagare altre tasse non è una soluzione da considerare.

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