TFM tassazione: ordinaria o separata?

Luglio 21, 2021 | in
TFM Tassazione ordinaria o separata

Riduzione delle tasse, liquidazione per l’amministratore e capitale impignorabile ed insequestrabile sono i vantaggi di cui un’impresa e un amministratore possono usufruire se utilizzano il TFM.

 

Ma come deve essere la tassazione del TFM: ordinaria o separata per godere di questi benefici? E, soprattutto, da cosa dipende la scelta dell’una piuttosto che dell’altro regime fiscale? 

 

TFM tassazione: come funziona?

 

Il TFM, acronimo di Trattamento di Fine Mandato è liquidazione, una sorta di salvadanaio, che si può stabilire per gli amministratori di una srl.

 

Viene di solito accantonato tramite una polizza, e rappresenta per l’azienda un costo deducibile. Dato che l’amministratore non lo percepisce subito, per lui non costituisce reddito al momento dell’accantonamento: lo diverrà al momento dell’erogazione, di solito allo scadere del suo mandato.

 

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Il TFM, quindi, è una formidabile strumento per:

 

– ridurre il carico fiscale;

 

– creare una liquidazione per l’amministratore (molto spesso è lo stesso imprenditore);


– creare un capitale impignorabile ed insequestrabile
(se ben adottato), al riparo dai rischi d’impresa e non solo.

 

La modalità determinazione (quando vengono stabiliti alcuni risultati utili da conseguire per poterlo erogare) e l’importo del TFM, per essere fiscalmente inattaccabile e subire una tassazione lieve, dovrebbe seguire un iter stabilito.

 

L’importo, ad esempio, dovrebbe essere previsto mediante una delibera assembleare o ancora prima, nell’atto costitutivo o dallo statuto della società. In realtà, questo iter non viene sempre seguito con pesanti ripercussioni dal punto di vista fiscale, soprattutto in capo a chi riceve la somma di denaro, ovvero l’amministratore.

 

La tassazione del TFM può avvenire in maniera ordinaria, con un costo relativamente alto in termini di imposte. Oppure con tassazione separata e senza che ci sia il cumulo di tale liquidazione con i redditi correnti, quindi senza incrementare l’aliquota Irpef.

 

Il trattamento fiscale del TFM cambia in base a quando viene stabilito il diritto alla percezione. Ma soprattutto, se questo atto anteriore all’inizio del rapporto di collaborazione abbia data certa o meno.

 

Tassazione separata: quando?

 

Quindi andiamo viene applicata la tassazione separata piuttosto che quella ordinaria?

 

La risposta è piuttosto semplice, anche se molti imprenditori, erroneamente sbagliano. E poi finiscono per subire una tassazione elevata che va a prosciugare le casse sia dell’impresa che quelle proprie.

 

Allora, se il diritto alla percezione del TFM dipende da un atto stilato prima dell’inizio della collaborazione dell’amministratore, che abbia data certa, alla liquidazione verrà applicata la tassazione separata in via ordinaria.

 

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Questo è quanto stabilito, infatti, dall’articolo 17 comma 1 lettera c del TUIR. Lo stesso recita che, gli importi percepiti a fine di collaborazione, coordinata e continuativa, sono soggette a tassazione separata se l’atto, che stabilisce il diritto all’indennità, abbia  data certa e sia anteriore all’inizio del rapporto.

 

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La somma, nel momento in cui viene erogata, sarà soggetta a ritenuta a titolo d’acconto del 20%. Anche se si prevede di accantonare il TFM per un valore di 1.000.000 euro in 20 anni, l’amministratore potrebbe essere tassato sulla base dell’aliquota marginale più bassa, ovvero solo al 23% di Irpef sulla suddetta somma.

 

Per importi che superano 1.000.000 euro, cui diritto di percezione è a decorrere dall’1 gennaio 2011, sono soggette ad un trattamento fiscale differenziato rispetto a quelle di importo inferiore. In questo caso, fino a quel limite il TFM sarà soggetto a tassazione separata. La somma eccedente, invece, sarà soggetta a tassazione ordinaria.

 

Tassazione ordinaria: quando?

 

Quando la percezione del TFM non derivi da un atto anteriore con data certa, quest’ultimo, verrà considerato come reddito ordinario dell’anno fiscale in cui è stato percepito. 

 

Come tale, sarà soggetto a tassazione ordinaria e alle ritenute d’acconto per scaglioni di reddito ordinariamente stabilite per i redditi dei collaboratori coordinati e continuativi. Insomma, verrà tassato in base alle regole previste per i lavoratori dipendenti.

 

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Pertanto, invece di subire un’aliquota marginale, rischia di arrivare ad essere tassato quasi la metà, cioè con aliquota progressiva per medesimi importi che può arrivare fino al 43% di Irpef.

 

Un vero salasso di tasse, rispetto alla tassazione separata, che spingono a dover utilizzare questo strumento in maniera delicata per non subire questa tassazione e perdere quanto hai guadagnato negli anni.

 

L’utilizzo del TFM come arma di pianificazione fiscale è ormai consolidato. Molto spesso, però, si abusa di questo strumento, subendo una tassazione veramente altissima che va a minare anche il vantaggio dell’utilizzo del TFM. 

 

Non tutti sanno “maneggiarlo” per bene, tant’è che il calcolo del TFM amministratori e la data del suo diritto di percezione, sono gli errori più comuni fatti da chi decide di utilizzarlo. 

 

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