Come non pagare il 26% sui dividendi SRL con la Holding

Hai fatto crescere la tua azienda con anni di duro lavoro, assumendoti in prima persona l’intero rischio d’impresa. Eppure, quando arriva il momento di distribuire gli utili, ti accorgi che il prelievo fiscale erode una fetta spropositata della ricchezza che hai generato. Di fronte a questa emorragia di liquidità, la domanda sorge spontanea: come non pagare il 26% sui dividendi SRL?

Nel momento in cui una SRL genera utili, questi sono soggetti a una doppia imposizione: prima a livello societario, con una tassazione IRES e IRAP che può arrivare al 27,9%, e poi a livello personale, con una ritenuta del 26% sugli utili distribuiti ai soci.

Questa è la realtà per la maggior parte dei soci di SRL italiane: la doppia imposizione sui dividendi può erodere fino al 46% degli utili aziendali, lasciandoti ben meno di quello che ti aspettavi.

Tuttavia, esiste una soluzione legale, consolidata e usata dalle famiglie imprenditoriali più strutturate d’Italia: la holding. Ti permette di evitare ora la tassazione del 26%, custodendo il capitale dentro la holding, invece di prelevarlo subito perdendone più di un quarto. Dunque, una struttura societaria che scherma i tuoi utili dal prelievo del 26%, permettendoti di attivare strumenti di pianificazione che portano liquidità nelle tue tasche aumentando il risparmio fiscale.

Continua a leggere, in questo articolo scoprirai: cos’è la doppia imposizione sugli utili SRL, quanto paga davvero un socio (con esempi numerici), come funziona la holding per azzerare il 26% e le strategie concrete che i nostri consulenti usano per distribuire in modo efficiente la ricchezza prodotta dalla SRL tra i soci.

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Cosa sono i dividendi e come vengono tassati in una SRL

I dividendi sono la quota di utile netto che la SRL distribuisce ai soci a fine esercizio, dopo aver pagato le imposte societarie. Ogni socio riceve una quota proporzionale alla propria partecipazione: con una quota del 23% e 70.000 € di utili distribuiti, la tua parte è di 16.100 €, su cui grava la tassazione sui dividendi.

Ma attenzione, il dividendo non subisce una sola tassazione. Vediamo il perché.

La doppia imposizione: come funziona il meccanismo

Il peso fiscale sugli utili di una SRL nasce da un meccanismo che li colpisce in due momenti:

  • 1° livello — tassazione societaria: la SRL paga l’IRES al 24% e l’IRAP (aliquota ordinaria intorno al 3,9%, variabile per regione e settore) sull’utile prodotto;
  • 2° livello — tassazione del socio persona fisica: alla distribuzione, il dividendo sconta una ritenuta a titolo d’imposta del 26% (articolo 27 del D.P.R. 600/1973).

Il risultato, in forma illustrativa, partendo da 100 € di utile lordo.

FaseAliquotaResiduo (su 100 €)
Utile lordo SRL100,00 €
IRES24%− 24,00 €
IRAP (illustrativa ~3,9%)3,9%− 3,90 €
Utile netto distribuibile72,10 €
Ritenuta sui dividendi (socio p.f.)26%− 18,75 €
Netto in tasca al socio53,35 €

Valori illustrativi: la base IRAP non coincide esattamente con quella IRES, quindi il dato è indicativo. Ma l’ordine di grandezza è quello: su 100 € di utile lordo, il socio persona fisica ne porta a casa poco più della metà.

Poco più della metà dell’utile prodotto finisce nelle tasche del socio. Nonostante questo enorme squilibrio, la maggior parte degli imprenditori si ferma e accetta inerme la doppia imposizione, come se non ci fosse alternative. Eppure l’alternativa c’è e si chiama holding, cambiando il secondo livello di tassazione.

La holding come strumento di pianificazione fiscale

La holding è una società che non svolge attività operativa diretta ma detiene le partecipazioni nelle società operative (“figlie”). È lo strumento con cui le SRL, con utili importanti, ottimizzano la fiscalità. Per capirne struttura e vantaggi generali scopri come e perché aprire una holding.

Ma come fa, concretamente, a cambiare quel secondo livello di tassazione?

Come non pagare il 26% sui dividendi SRL in pratica

Lo schema, in tre passaggi:

  1. crei una holding che è socia al 100% della tua SRL operativa;

  2. tu diventi socio della holding (non più direttamente della SRL operativa);

  3. gli utili in eccesso vengono tutti trasferiti alla holding, senza lasciarli accumulare nella società operativa;

Tassazione all’1,2% invece del 26%

Il risultato? Quando la holding incassa i dividendi dalla operativa, l’articolo 89 del TUIR li rende imponibili solo per il 5%, con IRES al 24%, un’imposta effettiva di circa l’1,2%.

1,2% oggi, ma il 26% resta lì

Quell’1,2% vale finché i soldi restano nella holding e vengono reinvestiti. Non è un dividendo che ti arriva in tasca all’1,2%. È capitale che resta nella holding per essere investito. Quando lo prelevi verso la persona fisica, la tassazione ordinaria del 26% si applica (ma non è sempre necessario, e più avanti scoprirai il perché).

ScenarioSocio Persona FisicaSocio Holding (art. 89 TUIR)
Utile netto SRL distribuito100.000 €100.000 €
Base imponibile dividendo100.000 € (100%)5.000 € (solo 5%)
Imposta applicata26.000 € (ritenuta 26%)1.200 € (IRES al 24% su 5%)
Dividendo netto ricevuto74.000 €98.800 €
RISPARMIO FISCALE ANNUO+ 24.800 €

La differenza – circa 24.800 € – non è denaro che ti sei messo in tasca risparmiando. È capitale che resta disponibile nella holding per reinvestire (nuove iniziative, immobili, strumenti finanziari) invece di essere eroso subito dalla ritenuta. Il vantaggio è il tempo e il reinvestimento: fai lavorare 98.800 invece di 74.000. Il conto con il 26% arriva solo se e quando quei soldi escono dal circuito societario.

Il che apre l’obiezione più legittima di tutte, quella che probabilmente ti sei già fatto leggendo fin qui.

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E se il socio ha bisogno di liquidità?

È la domanda giusta: se gli utili vanno in holding, come fa l’imprenditore ad avere denaro?

La risposta corretta non è “prelevare dalla holding” (che riattiverebbe il 26%), ma remunerare il socio attraverso strumenti di pianificazione fiscale. Ad esempio:

  • prestazioni accessorie: strumento statutario per remunerare il socio con compensi deducibili dalla SRL, abbattendo direttamente l’imponibile fiscale;
  • royalties sul marchio: compenso per l’uso di un marchio realmente registrato e di valore, di proprietà del socio. Ha un trattamento fiscale specifico e regge solo se il marchio esiste e ha un valore reale;
  • rimborsi: per spese effettivamente sostenute e documentate.

Non sono “voci di costo da inventare”: sono modi di remunerare il socio per ciò che effettivamente apporta.

Ma se ti fermi al risparmio fiscale, stai vedendo solo metà del valore di una holding, e non è nemmeno la metà più importante.

I vantaggi della holding oltre al risparmio fiscale

Oltre alla gestione dei dividendi, una holding ben strutturata porta:

  • protezione patrimoniale: gli asset detenuti dalla holding sono separati dal rischio delle operative — protezione reale, purché la struttura nasca prima dei problemi e per ragioni economiche, non per sottrarre beni a creditori già esistenti;
  • pianificazione della successione: il trasferimento delle quote di controllo (donazione, patto di famiglia) può accedere a regimi agevolati sull’imposta di successione, a condizione che il controllo sia mantenuto per il periodo previsto dalla normativa;
  • reinvestimento efficiente: la liquidità trattenuta a tassazione ridotta può essere rimessa al lavoro prima e in misura maggiore rispetto a quanto potrebbe fare il socio persona fisica;
  • solidità verso le banche: una struttura a holding è spesso letta come indice di governance evoluta (fermo restando che le garanzie personali restano frequenti).

Messi in fila, questi vantaggi raccontano una cosa sola: la holding non è un espediente per pagare meno tasse quest’anno, è il modo in cui organizzi la ricchezza che hai costruito. E qui torna il punto di partenza.

Conclusioni: tassazione dividendi, preleva denaro riducendo le tasse

La tassazione dei dividendi SRL è un costo reale: su 100 € di utile lordo, il socio persona fisica ne porta a casa poco più della metà. La holding cambia l’equazione, ma non perché fa sparire il 26%: perché ti permette di non pagarlo ora, tenendo il capitale al lavoro nel gruppo all’1,2% invece di prelevarlo subito.

Il massimo del vantaggio si ottiene quando la holding si combina con una remunerazione del socio costruita su basi reali: compenso, welfare, royalties (se il marchio esiste davvero), rimborsi documentati. Non trucchi per azzerare le imposte, ma strumenti leciti che, avendo sostanza economica, remunerano l’imprenditore e reggono a un controllo.

Non è una struttura riservata ai grandi gruppi imprenditoriali.

Se la tua SRL genera utili ricorrenti, ha senso valutarla, ma va progettata prima che gli utili vengano distribuiti nel modo sbagliato, e va costruita con sostanza perché ogni anno senza una strategia è denaro che non tornerà.

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FAQ Come non pagare il 26% sui dividendi SRL: le risposte alle tue domande

È possibile ridurre la tassazione dei dividendi di una SRL?

Sì, l’uso di una holding può essere una soluzione efficace. In questo caso, solo il 5% dei dividendi percepiti dalla holding è soggetto a tassazione, il che comporta un’aliquota effettiva molto più bassa rispetto alla distribuzione diretta ai soci.

Cosa si intende per “doppia tassazione” dei dividendi in SRL?

La “doppia tassazione” colpisce gli utili di una SRL due volte: la società paga prima l’IRES al 24% sull’utile prodotto, e poi, quando distribuisce i dividendi ai soci, questi subiscono un’ulteriore tassazione del 26%.

Come evitare la doppia tassazione sui dividendi?

Evitare completamente la “doppia tassazione” non è semplice. È possibile ottimizzare la tassazione sulla ricchezza prodotta dalla SRL attraverso strumenti di pianificazione fiscale. Questi riducono la necessità di distribuire gli utili come dividendi, o di prelevare denaro dalla società in modi fiscalmente più efficienti.

Quali strumenti si possono usare per ottimizzare il prelievo di denaro dalla SRL?

Per ottimizzare il prelievo di denaro dalla SRL e ridurre la pressione fiscale sui dividendi, si possono utilizzare diversi strumenti di pianificazione fiscale, tra cui: il compenso all’amministratore (se congruo), il rimborso spese, l’utilizzo del marchio, il Trattamento di Fine Mandato (TFM), o welfare aziendale.

Quando sono tassati i dividendi della SRL?

Il socio paga le tasse sui dividendi della SRL nel momento in cui li incassa. Non li tassa quando l’azienda li produce o l’assemblea li delibera, ma solo quando riceve materialmente il denaro.

I dividendi della SRL e il compenso all’amministratore sono tassati allo stesso modo?

I dividendi subiscono una ritenuta fissa del 26%. Il compenso all’amministratore, invece, è considerato reddito da lavoro assimilato soggetto a tassazione IRPEF a scaglioni e a contributi INPS (Gestione Separata).

Anche con la holding prima o poi devo prelevare i soldi: non pago il 26% comunque?

Non necessariamente devi prelevare dalla holding se hai già utilizzato strumenti di pianificazione fiscale per “pagarti”. La holding consente di differire – anche per molti anni – la tassazione personale, reinvestendo nel frattempo la liquidità (98.800 euro invece di 74.000, nell’esempio sopra) in nuovi asset. La pianificazione è tutto.

Qual è la tassazione dei dividendi SRL per una persona fisica?

I dividendi distribuiti da una SRL a un socio persona fisica sono soggetti a una ritenuta a titolo d’imposta del 26%, ai sensi dell’art. 27 del D.P.R. 600/1973. Questa ritenuta è applicata sull’intero ammontare del dividendo lordo distribuito, dopo che la società ha già pagato IRES e IRAP.

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Fonti e riferimenti

  1. Come non pagare il 26% sui dividendi SRL con la Holding
    Documentazione Economica e Finanziaria a cura del CeRDEF · consultato il
  2. Come non pagare il 26% sui dividendi SRL con la Holding
    Documentazione Economica e Finanziaria a cura del CeRDEF

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