Welfare aziendale o fringe benefit 2024: cosa conviene all’impresa?

di Redazione Soluzione Tasse
9 Gen, 2024
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    Per aumentare il benessere del clima aziendale e incrementare conseguentemente la produttività sempre più aziende utilizzano il welfare aziendale e i fringe benefit da riconoscere ai propri dipendenti. Due strumenti apparentemente simili ma diversi tra di loro. In questo articolo vedremo cosa sono questi due strumenti e quale potrebbe risultare più conveniente per le casse dell’impresa.

    Welfare aziendale o fringe benefit: cosa sono?

    Se fino a qualche anno fa erano poche le imprese a utilizzare strumenti per incentivare i dipendenti, oggi, soprattutto dopo la pandemia, non più. Le aziende che utilizzano strumenti incentivanti, infatti, sono in continuo aumento. 

    Il nostro sistema tributario mette a disposizione diversi strumenti, così da consentire all’azienda quale sia più conveniente per lei e per i propri dipendenti. Due su tutti: il welfare aziendale e i fringe benefit

    Andiamo a dare una definizione di entrambi gli strumenti.

    Cos’è il welfare aziendale?

    Il welfare aziendale è l’insieme di beni e servizi che viene erogato dall’impresa al dipendente con l’obiettivo di integrare la normale retribuzione. In buona sostanza, possiamo definirlo come una modalità di aumento dello stipendio senza l’utilizzo monetario. 

    I servizi e i beni offerti tramite il welfare – stabiliti dopo un’analisi delle esigenze dei propri dipendenti – è come se venissero comprati dall’azienda e poi erogati. 

    L’azienda, su questi beni, non versa contribuzione Inps (circa il 30% sull’imponibile previdenziale) e non paga Inail. Ciò rende questo strumento un valido strumento di integrazione salariale.

    Lo scopo del welfare è quello di aiutare la conciliazione vita-lavoro.

    Cosa sono i fringe benefits?

    I fringe benefits sono anch’essi compensi non monetari. Si tratta, infatti, di beni e servizi erogati al dipendente (a tutti oppure solo al singolo collaboratore) senza che vi sia un obbligo di natura normativa. In altre parole, è una scelta che viene fatta dall’azienda al fine di incentivare e valorizzare i propri collaboratori.

    Differenza tra welfare aziendale e fringe benefit

    I due strumenti, apparentemente uguali, sono diversi tra di loro.

    Il welfare aziendale, ad esempio, per beneficiare dell’esenzione fiscale e previdenziale (parziale e totale) deve essere offerto dall’azienda alla generalità dei dipendenti. Oppure a una determinata categoria individuata dall’azienda. Ad esempio, a tutti i dipendenti che hanno una RAL (retribuzione annua lorda) pari a 35.000 oppure a quelli al di sotto di questa soglia.

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    Inoltre, è istituto attraverso un accordo o contratto oppure essere offerto unilateralmente. Differenza dalla quale può viene poi stabilita la percentuale di deducibilità:

    • deducibile ai fini Ires integrale se è regolato mediante accordo;
    • deducibile nel limite del ​​5 per mille se lo stesso strumento di welfare viene offerto come atto unilaterale.

    I fringe benefit, invece, possono essere erogati anche al singolo lavoratore, assumendo così anche assumendo anche la caratteristica di una sorta di premialità nei confronti dello stesso.

    Altra differenza?

    La soglia di non imponibilità, e quindi esentasse dei due strumenti.

    I fringe benefit, infatti, con la modifica apportata dalla Legge di Bilancio 2024 hanno aumentato la loro soglia di esenzione (prima stabilita a  258,23 euro). Solo per il 2024 la nuova soglia di esenzione è così stabilita:

    • 2.000 euro per i lavoratori dipendenti con figli fiscalmente a carico;
    • 1.000 euro per gli altri lavoratori dipendenti.

    Oltre questa soglia, invece, diventano tassabili. Da ricordare che, la soglia dei fringe, è stata innalzata dal Decreto Lavoro per i dipendenti con figli a carico.

    Sempre per il 2024, rientrano nello stesso limite – 2.000 o 1.000 euro – anche le somme erogate dalle imprese per le spese sostenute dai dipendenti per le utenze domestiche e per la locazione della prima casa.

    Il welfare, invece, presenta limiti maggiori (in base al servizio o bene erogato).

    Due strumenti, quindi, che pur avendo apparentemente lo stesso, presentano differenze tra di loro. Differenza che, se analizzate dettagliatamente, sono utili a stabilire quale sia lo strumento da utilizzare e quale no.

    FAQ Welfare aziendale o Fringe benefit: le risposte alle tue domande

    Cos’è il welfare aziendale

    È forma di retribuzione non in denaro destinata al dipendente di un’azienda. I beni o i servizi vengono acquistati dall’azienda che poi li eroga ai dipendenti o a chi ne ha diritto tra il personale aziendale.

    Chi ha diritto al welfare aziendale?

    Il welfare aziendale spetta a tutti i dipendenti di un’azienda, sia a tempo indeterminato che a tempo determinato, anche se con contratto part-time. Tuttavia, l’accesso ai servizi e ai benefit previsti dal piano di welfare aziendale può essere differenziato in base a diversi criteri

    Cosa può rientrare tra il welfare aziendale?

    Possono rientrare svariati tipologie di beni e servizi. Tra i tanti, abbiamo: previdenza sociale e sanitaria, viaggi, corsi di formazione, abbonamenti a palestre. Tutti servizi e beni che possono essere di supporto per il dipendente e i propri familiari.

    Quante tipologie di welfare aziendale abbiamo?

    Sono 3: welfare da contratto (stabilito per legge Contratto collettivo – CCNL); welfare di produttività (basato sui risultati ottenuti dall’azienda); welfare puro (previsto per categorie omogenee di lavoratori e disciplinato da un regolamento aziendale unilaterale).

    Welfare aziendale o fringe benefit: quale utilizzare?

    Alla luce di tutto ciò, se andiamo a guardare la modalità di erogazione, sembrerebbe che il fringe benefit sia più conveniente all’azienda. Di contro, però, il welfare aziendale ha dei limiti di non immobilità maggiori e di conseguenza può aiutare l’impresa a ridurre maggiormente l’Ires che il costo del lavoro in generale. 

    Il welfare, inoltre, può essere erogato anche agli amministratori secondo una risposta dell’Agenzia delle Entrate aumentando, di fatto, i vantaggi fiscali e contributivi per l’azienda. 

    Tuttavia, non è possibile stabilire a priori quale sia lo strumento più conveniente per la tua azienda. Ogni impresa, infatti, ha le proprie prerogative, esigenze e caratteristiche, per cui necessita di un “abito da cucire su misura” evitando l’applicazione generalizzata di strategie fiscali e contributive.

    E come sai, oggigiorno, trovare soluzioni per ridurre le tasse è fondamentale per ogni impresa: solo così eviti di subire l’imposizione fiscale alla quale la tua impresa è assoggetta e utilizzare il denaro risparmiato, magari per investire e accrescere il business.

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