Stabile organizzazione

Cos’è una stabile organizzazione

La stabile organizzazione è una sede fissa d’affari per mezzo della quale un’impresa non residente esercita in tutto o in parte la propria attività in un altro Stato. Ai fini fiscali è il criterio che stabilisce quando un’impresa estera deve pagare le imposte nel Paese in cui opera, sui redditi riferibili a quella sede.

Le forme di stabile organizzazione

  • Materiale: una sede di direzione, una succursale, un ufficio, un’officina, un laboratorio, una miniera o un altro luogo di estrazione di risorse naturali.
  • Cantieri: un cantiere di costruzione o di montaggio la cui durata supera la soglia minima prevista dalla legge interna o dalla convenzione applicabile.
  • Personale: un soggetto che, nel territorio dello Stato, conclude abitualmente contratti o opera in modo determinante per la loro conclusione per conto dell’impresa estera.

Non costituiscono stabile organizzazione le attività di carattere preparatorio o ausiliario, come il semplice deposito di merci o un ufficio che raccoglie informazioni.

Perché conta per le imprese che vanno all’estero

Un’impresa italiana che opera stabilmente in un altro Paese tramite una sede o un agente può costituire lì una stabile organizzazione: i redditi relativi sono tassati in quel Paese e, salvo opzione per la branch exemption, anche in Italia, con il credito per le imposte pagate all’estero. Viceversa, un’impresa estera con una stabile organizzazione in Italia paga qui IRES e IRAP sui redditi a essa riferibili.

Il rischio della stabile organizzazione occulta

Quando un’impresa estera opera di fatto in Italia senza dichiararlo, l’Amministrazione finanziaria può contestare l’esistenza di una stabile organizzazione occulta e recuperare imposte e sanzioni. È un tema da presidiare in tutti i progetti di internazionalizzazione.

Riferimenti normativi

Art. 162 TUIR; art. 5 del Modello di convenzione OCSE; art. 168-ter TUIR (branch exemption).