Falsa fatturazione: tutto quello che c’è da sapere

di Soluzione Tasse
15 Mar, 2024
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    La falsa fatturazione è un metodo illegale usato dalle imprese per gonfiare i costi e ottenere benefici fiscali, spesso senza rendersi conto delle conseguenze legali. Scopri di più leggendo l’articolo e evita di incorrere in reati punibili dalla legge.

    Cosa si intende per fatturazione falsa

    La falsa fatturazione è un fenomeno mediante il quale vengono emessi documenti di vendita che non corrispondo alla realtà. Una pratica, purtroppo, eseguita per beneficiare di vantaggi fiscali (e non). 

    Una fattura elettronica potenzialmente falsa è caratterizzata da:

    • scarsità di dati del fornitore: mancanza di partita Iva, indirizzo incompleto e altri riferimenti sono segnali di allarme;
    • importi arrotondati o cifre ripetute: importi totali arrotondati o cifre ricorrenti nelle voci possono essere indizi di falsificazione;
    • numeri di partita Iva sospetti: cifre ripetute o sequenze anomale possono indicare una frode fiscale.

    Tutti questi elementi fanno di una fattura un documento non corrispondente al vero; e quindi perseguibile anche penalmente. La fattura, infatti, è un documento cruciale sia dal punto di vista contabile che fiscale:

    • attesta la transazione di beni o servizi;
    • determina l’Iva;
    • consente la deduzione dei costi. 

    È essenziale, pertanto, assicurarsi della sua autenticità per prevenire frodi e truffe. Tra l’altro, oggigiorno, le autorità fiscali scoprono sempre più spesso operazioni di falsa fatturazione. 

    Fatture false: perché si fanno

    L’emissione di fatture false ha un duplice intento:

    • pagare meno tasse al momento della dichiarazione dei redditi. Avendo più costi (fittizi) si riduce la base imponibile, essenziale per calcolare le imposte dirette (Irpef, Ires, Irap) da pagare;
    • ridurre l’imponibile fiscale di chi riceve la fattura e la inserisce nella propria contabilità (l’impresa che la riceve). Un caso sempre più sovente, ormai.

    Chi emette fatture false, si comporta illecitamente e, come tale, subisce delle sanzioni. 

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    False fatturazioni: pena e rischi

    Le sanzioni possono essere di diverso “peso” e dipendono tutte dal:

    • dal tipo di reato commesso;
    • dalle somme indicate in fattura;
    • dal tipo di evasore.

    Iniziamo dal tipo di reato.

    Se emetti una fattura per operazioni inesistenti scatta il reato penale (reclusione dai 18 mesi fino ai 6 anni), indipendentemente dal tipo di valore indicato nel documento. 

    Per quanto riguarda le somme indicate in fattura abbiamo due tipologie di conseguenze:

    • se i valori della fattura emessa sono modesti, il reato sarà solo di tipo amministrativo-tributario;
    • se i valori della fattura emessa sono alti, il reato diventa penale.

    I grandi evasori, invece, si distinguono per  due tipologie di evasione:

    • inferiore a 100.000 euro: reclusione da 18 mesi a 6 anni;
    • superiore a 100.000 euro: reclusione da un minimo di 4 anni fino a un massimo di 8.

    Per le aziende, le sanzioni pecuniarie possono arrivare fino a 500 quote, con un valore variabile tra un minimo di 258 euro e un massimo di 1549 euro per ciascuna quota.

    Fatturazioni false: tipologie diverse

    La fattura falsa si divida in due diverse tipologie: 

    • oggettivamente falsa: caratterizzata dalla presenza di importi, totali o in parte, che in realtà non esistono e sono falsi;
    • soggettivamente falsa:  caratterizzata dalla presenza di nominativo di un’impresa che non ha mai partecipato all’operazione.

    Tuttavia, la fattura non può essere sempre considerata falsa. Può capitare, infatti, che tu possa sbagliare ad emetterla (alla luce anche della fatturazione elettronica). Di conseguenza, non si dovrebbe trattare di reato.

    La falsa fatturazione, infatti, deve essere provata dal Fisco e non deve basarsi su semplici indizi. Deve basarsi su fatti certi, che dimostrano la volontarietà dell’operazione.

    A suggerire la tesi, è anche la Cassazione; e lo fa proprio per evitare che, anche un semplice “errore di battitura” ti possa portare a conseguenze sono abbastanza pesanti e gravi.

    Fatture false reato: come difendersi

    Pertanto, è fondamentale sapersi difendere ed evitare di intrufolarsi in un ginepraio processuale che richiede tempo e denaro.  E per farlo, è fondamentale seguire alcune precauzioni:

    • verifica accurata dei dati del fornitore: prima di accettare una fattura, controlla attentamente i dettagli del fornitore (partita Iva, ragione sociale e indirizzo);
    • monitoraggio regolare di estratto conto e fatture ricevute: confronta periodicamente le fatture con l’estratto conto bancario per rivelare addebiti fraudolenti;
    • blocco immediato dei pagamenti non autorizzati: blocca prontamente un addebito se sospetti si tratti di un pagamento non riconosciuto.

    In ultimo, ma per importanza, segnalare alle autorità competenti eventuali frodi o sospetti può contribuire a prevenire ulteriori complicazioni.

    Ma sai riconoscere una fattura falsa?

    Riconoscere una fattura falsa, se seguito questo semplice iter è semplice. Ad esempio, se hai ricevuto un documento con un importo diverso da quello che hai realmente pagato, ti accorgi subito e verifichi il perché.

    Stessa cosa, se sei tu ad emetterla.

    Il problema, come hai visto, sorge nel momento in cui emetti o ricevi una fattura per ridurre la base imponibile sulla quale calcolare l’aliquota Ires o Irpef da pagare. 

    Un comportamento altamento illecito da evitare assolutamento. Anche perché, se pensi di pagare molte tasse, non prendere mai questa strada. Fatti aiutare da chi è specializzato proprio per il risparmio fiscale.

    Come Soluzione Tasse, grazie al nostro team di 35 professionisti, tra cui Dottori Commercialisti, Avvocati e Tributaristi, possiamo aiutarti a:

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