Regime forfettario

Cos’è il regime forfettario

Il regime forfettario è un regime fiscale agevolato per le persone fisiche che esercitano un’attività d’impresa, arte o professione con ricavi o compensi contenuti. Il reddito non si calcola come differenza tra ricavi e costi, ma applicando ai ricavi un coefficiente di redditività stabilito per legge in base al codice ATECO dell’attività.

Come funziona

  • Reddito imponibile: ricavi incassati × coefficiente di redditività, meno i contributi previdenziali versati.
  • Imposta: un’imposta sostitutiva del 15%, che sostituisce IRPEF, addizionali e IRAP. Per i primi cinque anni di una nuova attività, se ricorrono i requisiti, l’aliquota scende al 5%.
  • IVA: le fatture si emettono senza IVA, ma non si detrae l’IVA sugli acquisti.
  • Adempimenti: niente registri IVA e niente ISA; fattura elettronica obbligatoria dal 2024.

Requisiti e soglie

Possono accedere le persone fisiche che nell’anno precedente hanno percepito ricavi o compensi non superiori a 85.000 euro. Se in corso d’anno si superano i 100.000 euro, si esce dal regime già da quell’anno. Sono previste cause di esclusione, tra cui la partecipazione a società di persone, il controllo di SRL che svolgono attività riconducibili a quella del forfettario e redditi di lavoro dipendente oltre una determinata soglia.

Un esempio

Una consulente con coefficiente di redditività del 78% incassa 60.000 euro e versa 9.000 euro di contributi. Il reddito imponibile è 60.000 × 78% − 9.000 = 37.800 euro; l’imposta sostitutiva al 15% è di 5.670 euro.

Quando non conviene più

Il regime è vantaggioso con costi bassi e ricavi stabili sotto la soglia. Diventa meno conveniente quando i costi reali superano quelli presunti dal coefficiente, quando i clienti sono soggetti IVA interessati alla detrazione o quando l’attività cresce oltre la soglia: in quel caso va pianificato per tempo il passaggio, ad esempio verso una società di capitali.

Riferimenti normativi

L. 190/2014, art. 1, commi 54-89, e successive modifiche.